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Cucinare sottovuoto -
Cucinare
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La cottura sotto vuoto in barattoli di vetro
È una tecnica molto usata in Germania, quasi sconosciuta qui da noi, un ottimo sistema per avere sempre a disposizione un dolcetto, senza doverlo scongelare o correre a comperarlo e “dulcis in fundo”, è anche una splendida idea regalo.
I dolci così preparati durano moltissimo tempo se chiusi (sotto vuoto) nel barattolo dove sono stati cotti, in alcuni casi fino a sei mesi. I barattoli devono rispondere a degli specifici requisiti soprattutto di forma, stretti sotto e larghi all’imbocco i migliori sono quelli della Weck , ma se volete provare subito la cottura in attesa di procurarveli potete riciclare i barattoli della marmellata “Zuegg” o “Bonne maman” (marmellate reperibili nei supermercati).
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La cottura sottovuoto
Oltre alla conservazione sotto vuoto, si sente sempre più parlare di cottura sottovuoto: con questo metodo gli alimenti vengono cotti o lavorati e poi commercializzati nello stesso involucro. In questo modo non andranno perduti i preziosi nutrienti e l’umidità naturale del cibo. Il trattamento termico eliminerà invece gran parte dei microbi (anche se tra gli esperti la discussione è aperta su questo aspetto, poiché pare che la sicurezza non sia totale).
La tecnica di cottura sottovuoto è adatta per pesce e carne, che vengono assemblati a crudo con eventuali salse, condimenti o spezie, in un resistente sacchetto di plastica per alimenti e svuotato dell’aria interna. La cottura avviene a temperature non troppo elevate (tra i 70° e i 100°C) in umido, in un forno a vapore, a bagnomaria oppure nel microonde. Non essendoci contatto tra l’alimento e il mezzo di cottura, gli ingredienti si mescolano perfettamente tra di loro, gli aromi si conservano e la pietanza risulta molto tenera. Al momento di servirlo, il piatto viene tolto dalla sua confezione e nuovamente riscaldato o gratinato in un forno tradizionale o nel microonde.
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